Aquafil
05 Dec 2017

La quotazione in Borsa di Aquafil, un nuovo futuro ha inizio.

Lunedì 4 dicembre 2017, Milano. Aquafil si quota in Borsa. Lo sbarco a Piazza Affari, segmento Star, segna l’inizio di un nuovo futuro per l’azienda che ha il cuore in Trentino, ma è presente nel mondo con 15 stabilimenti. Impianti destinati ad aumentare di numero molto rapidamente, visto che l’obiettivo della quotazione è proprio questo: incrementare a passi veloci lo sviluppo del progetto di rigenerazione dai rifiuti ECONYL®. Aquafil infatti si propone di produrre nei suoi stabilimenti nel giro di circa sei anni solo i fili ECONYL®, provenienti dal riciclo dei rifiuti di Nylon, che oggi rappresentano il 35% dell’intera produzione. Obiettivo quindi 100% filo sostenibile ECONYL®, 100% economia circolare. Si farà molto nel settore del riciclo del tappeto usato, oltre che delle reti da pesca, per produrre solo il filo “circolare” così amato dal mondo del fashion.  La parola d’ordine da oggi, dal suono della campanella di Borsa, è dunque “acquisizioni”, ovvero acquisto strategico di società affini  “che permettano l’applicazione della tecnologia per la produzione di fibra ECONYL®”,  ha spiegato il presidente e AD Giulio Bonazzi a margine della cerimonia di quotazione in Borsa, “l’auspicio è di fare le operazioni già  entro la prima metà del 2018. La quotazione è uno strumento per crescere”.

A Palazzo Mezzanotte era presente Giulio Bonazzi con la moglie e i due figli, numerosi ospiti d’eccellenza, tra i quali molti i rappresentanti del mondo finanziario, ma anche della moda, settore che con oltre 170 Brand clienti ha già scelto il filo ECONYL® per collezioni sostenibili.

E’ stato un momento emozionante quello in cui Giulio Bonazzi insieme ad Adriano Vivaldi hanno suonato la campanella che ha dato il via alle contrattazioni in Piazza Affari.

Interessante anche la scelta della citazione che Bonazzi ha scritto sul libro delle dediche che Borsa mette a disposizione di tutte le società che si quotano: “Gli analfabeti del futuro non saranno coloro che non sapranno leggere e scrivere, ma coloro che non sapranno imparare, disimparare, e imparare di nuovo”. E grazie a questa visione futuristica  il sogno di ricavare Nylon dai rifiuti e non dal petrolio con il progetto ECONYL® si è trasformato in una realtà di successo.  “Nel mondo vengono prodotti ogni anno 70 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti tessili. Un vero tesoro da rimettere in circolo» rivela Bonazzi, che grazie ai nuovi investimenti e alla continua R&S potranno avere una possibile nuova vita.