Dalla certificazione LEED al Framework di Gensler: come i materiali possono innovare il settore edilizio
Il dibattito sul design responsabile ha raggiunto un punto di svolta. La spinta verso materiali a basse emissioni di carbonio, circolari e trasparenti non è più solo una tendenza: sta diventando la norma. Per il settore edilizio, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Responsabile del 37% delle emissioni globali di carbonio, questo settore detiene anche alcune delle maggiori opportunità. Accelerare la transizione verso pratiche a minore impatto potrebbe generare fino a 1,8 trilioni di dollari di valore economico globale, contribuendo al contempo alla creazione di comunità più sane e resilienti.
Le certificazioni sono emerse come strumenti per standardizzare, misurare e verificare i progressi. Ma il loro impatto va oltre la semplice rendicontazione ambientale. Secondo una ricerca di JLL, gli edifici con certificazione ambientale ottengono canoni di locazione superiori del 6–11% nei principali mercati statunitensi e tendono a mantenere tassi di occupazione più elevati. Allo stesso modo, il World Economic Forum evidenzia che gli uffici sostenibili garantiscono rendimenti da locazione più alti e costi operativi ridotti, mentre CBRE ha rilevato che le caratteristiche ambientali influenzano sempre più il valore degli immobili e le decisioni di compravendita.
Questi dati confermano ciò che molti nel settore già sanno: le certificazioni ambientali non sono solo positive per il pianeta, ma rappresentano anche una scelta economicamente vantaggiosa. Tuttavia, per liberarne appieno il potenziale è necessaria una collaborazione lungo tutta la catena del valore. Oggi, gli standard che stanno guidando questo percorso — LEED®, WELL™, BREEAM® e, sempre più spesso, i Gensler Product Sustainability (GPS) Standards — stanno spingendo l’intero settore verso un obiettivo comune.
LEED®, BREEAM® e WELL™: verso certificazioni edilizie sempre più allineate

Per anni, le certificazioni per l’edilizia responsabile si sono sviluppate su percorsi paralleli — ciascuna con le proprie priorità, il proprio linguaggio e un diverso grado di diffusione a livello regionale. LEED® è nata negli Stati Uniti, BREEAM® nel Regno Unito, WELL™ da una prospettiva orientata alla salute, mentre gli Standard GPS di Gensler sono stati concepiti come uno strumento specifico per l’azienda. Ma nonostante origini diverse, la direzione verso cui si stanno muovendo oggi è chiaramente la stessa.
LEED® v5, pubblicata nel 2024, attribuisce un’importanza senza precedenti al carbonio incorporato, alla circolarità e alla selezione dei materiali basata su più attributi. Se le versioni precedenti si concentravano soprattutto sull’efficienza operativa (come il consumo di energia e acqua), l’ultima versione riconosce che gli impatti maggiori sono spesso già determinati dai materiali, ben prima che un edificio venga inaugurato. LEED sta spostando l’attenzione “a monte”, privilegiando prodotti a basse emissioni di carbonio, provenienti da fonti responsabili e con piani di riutilizzo dei materiali.
BREEAM® v6 adotta un approccio basato sulle prestazioni, richiedendo ai team di progettazione di modellare gli impatti lungo l’intero ciclo di vita e di dimostrarne i risultati tramite documentazione. Il suo focus sull’approvvigionamento responsabile riflette la crescente domanda globale di filiere trasparenti. Collegando i crediti alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) e alle certificazioni etiche, BREEAM mira a garantire responsabilità in ogni fase della catena del valore.
WELL™ v2 si distingue invece per essere la più incentrata sulle persone. Le sue categorie (Aria, Suono, Materiali, Mente, Comunità) sono pensate per misurare come gli spazi vengono percepiti e vissuti dagli occupanti, non solo quanto siano efficienti dal punto di vista operativo. Poiché le aziende competono per attrarre e trattenere talenti, la certificazione WELL è diventata un segnale che un edificio favorisce produttività, benessere e salute a lungo termine.
Infine, gli Standard GPS di Gensler v2.0 applicano la logica delle certificazioni al livello del prodotto. A differenza di LEED®, WELL™ o BREEAM®, che valutano le prestazioni su scala edilizia, GPS funziona come uno standard per i progettisti — uno strumento di selezione dei materiali che traduce requisiti globali complessi in parametri chiari e uniformi all’interno dello studio. Analizzando le scelte di specifica quotidiane, GPS promuove l’uso di materiali più sani, a basse emissioni di carbonio e circolari. Questo livello di dettaglio fornisce ai team di progettazione dati concreti, aiutandoli a evitare “dichiarazioni verdi” prive di fondamento e a semplificare il percorso verso la certificazione. Se abbinato alle certificazioni edilizie, GPS crea un sistema multilivello in cui ogni scelta — dal materiale al masterplan — contribuisce a un ambiente costruito più salubre, a basse emissioni e circolare.
Questa convergenza è importante perché offre al settore un linguaggio comune. Un prodotto che soddisfa i requisiti LEED® contribuirà anche a quelli BREEAM® e WELL™. Un materiale che supera la valutazione GPS di Gensler è intrinsecamente allineato agli standard globali. In breve, anche se i nomi delle certificazioni possono differire, le aspettative stanno diventando universali: basse emissioni di carbonio, circolarità, trasparenza e centralità del benessere umano.
Un materiale in linea con il futuro

Quando si parla di decarbonizzazione dell’ambiente costruito, i materiali rappresentano una delle leve più importanti a nostra disposizione. Per anni l’attenzione si è concentrata principalmente sull’energia operativa, ma gli studi più recenti dimostrano che la maggior parte dell’impronta di carbonio di un edificio si determina prima ancora della sua apertura — attraverso l’estrazione, la lavorazione e lo smaltimento dei materiali. Questo rende le scelte di approvvigionamento fondamentali: i prodotti selezionati oggi determineranno l’impatto ambientale e le prestazioni di un progetto nel lungo periodo.
È incoraggiante osservare come il settore stia evolvendo verso l’adozione e la promozione di materiali a basse emissioni di carbonio, circolari e trasparenti. Per Aquafil, questo rappresenta uno dei pilastri principali del proprio ECO-PLEDGE. Fin dagli anni 2000, Aquafil applica la metodologia del Life Cycle Assessment (LCA) ai propri processi, costruendo una strategia di innovazione di lungo periodo basata sulla misurazione e la riduzione dell’impatto in ogni fase produttiva. Questo approccio ha posto le basi per il lancio, nel 2011, del sistema di rigenerazione ECONYL®, che ha ridefinito ciò che le fibre sintetiche possono essere. Oggi, il nylon rigenerato ECONYL® è presente in tutto l’ambiente costruito: dai rivestimenti per pavimenti ai tessuti, fino all’arredamento.
ECONYL® è un nylon rigenerato realizzato interamente da rifiuti — come reti da pesca, vecchie moquette e plastica industriale. Attraverso un processo di riciclo chimico, i rifiuti di nylon 6 vengono riportati ai loro elementi costitutivi originari, per poi essere trasformati in nuovo nylon con la stessa qualità e le stesse prestazioni del nylon tradizionale, ma senza dipendere dai combustibili fossili.
Ottieni le certificazioni edilizie green con il nylon ECONYL®
In quanto materiale circolare d’eccellenza, supportato da dati verificati da enti terzi, il nylon ECONYL® si allinea naturalmente alle priorità dei principali standard internazionali per l’edilizia responsabile. Da LEED® e BREEAM® a WELL™ e agli Standard GPS di Gensler, ECONYL® contribuisce a diversi crediti, aiutando i team di progetto a dimostrare la conformità e, al tempo stesso, a generare un impatto misurabile.
Progettato per ridurre le emissioni di carbonio
Il nylon tradizionale è una delle fibre con la maggiore intensità di carbonio nell’industria tessile. Recuperando materiali di scarto come reti da pesca, vecchie moquette e tessuti dismessi, il nylon ECONYL® ottiene le sue materie prime da rifiuti che altrimenti inquinerebbero il pianeta, invece di ricorrere all’estrazione di petrolio, un processo ad alto consumo energetico.
Le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) indipendenti confermano la minore impronta di carbonio incorporato rispetto al nylon convenzionale, un elemento chiave nei criteri relativi al carbonio di LEED® v5 e nelle valutazioni del ciclo di vita previste da BREEAM®.
La circolarità al centro
A differenza dei materiali progettati per una sola vita, il nylon ECONYL® può essere rigenerato più e più volte senza perdere qualità. Questo lo rende non solo riciclato, ma rigenerativo.
La nostra iniziativa Born R2R® estende questo principio collaborando con i partner produttivi per creare pavimentazioni progettate per essere facilmente smontate e recuperate.
Ciò significa che i prodotti possono essere ritirati al termine del loro utilizzo e il nylon può essere nuovamente trasformato in nuovo filo ECONYL®, mantenendo in circolo risorse preziose e contribuendo ai crediti Innovation previsti da LEED® e BREEAM®.
Trasparente e verificato
Le certificazioni sono solide solo quanto le prove che le sostengono. Comprendiamo l’importanza di una rendicontazione trasparente e verificata, ed è per questo che il nylon ECONYL® dispone di numerose certificazioni di terze parti, tra cui:la certificazione Cradle to Cradle Material Health, i test sulle emissioni VOC, la certificazione ISO 14001, la rendicontazione CSR e i test sulle prestazioni acustiche. Questo livello di trasparenza non solo garantisce credibilità, ma contribuisce anche all’attenzione di WELL™ v2 per la salubrità dei materiali, la qualità dell’aria e le prestazioni acustiche.
Scopri di più su come il nylon ECONYL® contribuisce ai criteri chiave dei principali standard di certificazione per l’edilizia responsabile:
Oltre le Certificazioni
Per quanto potenti siano, le certificazioni non rappresentano il punto di arrivo. Concentrarsi eccessivamente su di esse rischia di trasformare il design responsabile in un semplice esercizio di spunta su una lista di requisiti.
Le certificazioni possono standardizzare e verificare, ma da sole non possono realizzare un’economia circolare. Possono ridurre il rischio di greenwashing, imponendo al settore criteri misurabili e verificabili, ma il vero progresso dipende da innovazione, trasparenza e collaborazione lungo l’intera catena del valore.
L’iniziativa Born R2R® di Aquafil rappresenta un esempio concreto di questo cambiamento: progettare pavimentazioni con la rigenerazione come principio guida, assicurando che i materiali non vengano semplicemente riciclati una volta, ma siano concepiti per rigenerarsi più e più volte.
Le certificazioni riconoscono queste innovazioni, ma il vero valore risiede nella loro capacità di trasformare i sistemi, aiutando il settore a passare dal modello “take–make–waste” a quello circolare.
Un approccio a basse emissioni, circolare e trasparente non è più una tendenza, ma è la nuova base di partenza, e l’unico modo per progredire è costruire insieme ciò che verrà.
Autrice: Laura Pighi, Responsabile del Programma GREENMAP