Passi pratici che le aziende possono compiere oggi verso un business più responsabile
Le aspettative legate all’ESG continuano a crescere. Gli investitori prestano sempre più attenzione alle catene di approvvigionamento, i clienti pongono domande sempre più esigenti e i regolatori stanno rafforzando il loro focus su trasparenza e responsabilità.
Per molte aziende questa pressione può sembrare un invito a intraprendere trasformazioni radicali. Ma progressi significativi non iniziano necessariamente con cambiamenti su larga scala. Spesso partono da alcune decisioni intelligenti e concrete prese oggi.
In Aquafil crediamo che la responsabilità d’impresa debba essere concreta e applicabile, non astratta. Le scelte sui materiali, le decisioni di approvvigionamento e i cambiamenti nella cultura interna possono rappresentare punti di partenza molto efficaci. Se affrontati con attenzione, anche piccoli passi possono creare uno slancio capace di tradursi in un impatto misurabile nel lungo periodo.
Il nostro percorso nel campo della sostenibilità è iniziato nei primi anni ’90 con il recupero delle acque lattamiche, un sottoprodotto del processo di produzione del nylon. Da lì abbiamo progressivamente adattato i nostri processi per integrare un maggiore riutilizzo delle risorse, fino ad arrivare alla creazione di un sistema a ciclo chiuso per la produzione di nylon 6: il Sistema di Rigenerazione ECONYL®.
Nulla è avvenuto dall’oggi al domani. Ogni passo si è costruito su quello precedente, accompagnandoci verso un modello di business sempre più responsabile, sia nei confronti dell’ambiente sia delle persone che ne fanno parte.
Se la tua organizzazione sta iniziando il proprio percorso ESG, oppure sta cercando modi pratici per accelerare i progressi, ecco alcune azioni da cui iniziare già oggi.
Rafforzare l’approvvigionamento responsabile
Uno dei fattori che incide maggiormente sulle performance ESG è la catena di approvvigionamento. Il modo in cui vengono reperiti i materiali influisce direttamente sull’impatto ambientale, sulle condizioni sociali e sugli standard di governance. È anche uno degli ambiti più complessi di qualsiasi azienda, perché le decisioni prese qui si riflettono sull’intera catena del valore.
Non è possibile trasformare l’intera supply chain dall’oggi al domani, ma interventi mirati possono fare una differenza significativa. Si può iniziare con alcune azioni pratiche:
- Dare priorità a materiali riciclati, circolari o a basso impatto.
Non è necessario sostituire tutto immediatamente. Si può partire dalle opportunità più semplici. Un input può essere sostituito con un’alternativa riciclata certificata? Gli scarti interni possono essere recuperati e riutilizzati invece di essere smaltiti? Anche piccole sostituzioni possono generare miglioramenti misurabili. - Richiedere maggiore trasparenza ai fornitori sulle pratiche di lavoro e sulle politiche sociali.
Anche una semplice conversazione può rivelare molto. È utile chiedere come vengono tutelate la sicurezza dei lavoratori, come vengono garantiti standard di lavoro equi e come vengono gestiti i rischi ambientali. Quando possibile, visitare direttamente i fornitori può offrire indicazioni preziose su come questi impegni si traducono concretamente nella pratica. - Integrare criteri ESG nella selezione e nella valutazione dei fornitori.
È importante identificare i valori che l’azienda intende sostenere e applicarli con coerenza nelle decisioni di acquisto. L’approvvigionamento responsabile diventa molto più efficace quando le aspettative ESG vengono trattate come requisiti fondamentali, e non come elementi opzionali. - Richiedere analisi del ciclo di vita (LCA), certificazioni e valutazioni ESG di terze parti quando possibile.
Questi strumenti aiutano a distinguere tra affermazioni di marketing e performance realmente misurabili. Invece di accettare dichiarazioni sulla sostenibilità senza verifica, è importante analizzare i dati per comprendere come i risultati vengano effettivamente raggiunti.
Nessuna di queste azioni richiede cambiamenti operativi radicali, ma tutte contribuiscono a migliorare gli impatti ambientali, ridurre i rischi sociali e rafforzare la governance. Anche una sola modifica nelle politiche di approvvigionamento può generare effetti duraturi all’interno dell’organizzazione e dimostrare agli stakeholder che la responsabilità è integrata nelle fondamenta del business.
Aumentare la trasparenza attraverso il reporting ESG
È difficile migliorare ciò che non si riesce a vedere con chiarezza. Molte organizzazioni possono ritenere che le proprie pratiche siano responsabili, ma senza una visione strutturata delle performance ambientali, sociali e di governance è difficile capire dove si trovino realmente le maggiori opportunità di miglioramento.
Spesso le aziende rimandano il reporting ESG perché i framework possono sembrare complessi e impegnativi. Tuttavia, la trasparenza non deve necessariamente iniziare con un lungo report tecnico sulla sostenibilità.
Un primo passo più pratico può essere semplicemente raccogliere un insieme mirato di indicatori che riflettano le priorità ESG dell’organizzazione.
Ad esempio:
- Ambientale: consumo energetico, emissioni, consumo idrico, rifiuti
- Sociale: indicatori di sicurezza, partecipazione alle iniziative DEI, coinvolgimento nella comunità
- Governance: aggiornamenti delle policy, rispetto del codice di condotta
Questi indicatori creano una base di riferimento che permette di capire dove si trova oggi l’organizzazione. Da lì è possibile definire uno o due obiettivi chiari ogni anno, concentrandosi sulle aree in cui si desidera ridurre l’impatto o migliorare le performance.
In Aquafil il nostro percorso di reporting è iniziato nel 2007, con comunicazioni sulla sostenibilità molto meno sofisticate rispetto a quelle che pubblichiamo oggi. Ma non dovevano essere perfette. Ci hanno permesso di ottenere una maggiore visibilità sul nostro impatto e di identificare le aree su cui concentrarci.
Da allora pubblichiamo un report ogni anno, ampliando progressivamente le nostre conoscenze e definendo obiettivi sempre più mirati.
Iniziare in modo graduale aiuta a costruire disciplina e credibilità. Nel tempo, crea anche le basi per forme di reporting più avanzate, man mano che i programmi ESG maturano e le aspettative degli stakeholder evolvono.
Adottare pratiche quotidiane di circolarità ed efficienza delle risorse

La circolarità viene spesso presentata come qualcosa che richiede una completa riprogettazione dei prodotti o delle operazioni. In realtà, molte delle pratiche più efficaci iniziano con scelte operative quotidiane.
Invece di attendere un grande progetto di trasformazione, le organizzazioni possono iniziare identificando le aree in cui le risorse vengono utilizzate in modo inefficiente e intervenire per migliorare la situazione.
Alcune azioni che si possono implementare già quest’anno includono:
- Avviare programmi interni di riciclo, riutilizzo o take-back.
Ad esempio, Honda ha recentemente lanciato il proprio Resource Circularity Center, progettato per riutilizzare attrezzature dismesse, elettronica da ufficio e altri beni operativi. Questo approccio prolunga il ciclo di vita delle risorse, riduce i rifiuti e, in alcuni casi, può persino generare ricavi attraverso la vendita di componenti. - Migliorare l’efficienza delle risorse.
Interventi semplici come sistemi di illuminazione più efficienti, impostazioni energetiche ottimizzate per l’IT o una migliore separazione dei materiali possono avere un impatto misurabile. - Collaborare con operatori del riciclo per gestire flussi di rifiuti difficili da trattare.
Non tutti i materiali possono essere riutilizzati internamente, ma lavorare con organizzazioni specializzate consente di evitare che questi rifiuti finiscano in discarica. Ad esempio, la tecnologia Aquafil Carpet Separation (ACS) consente di recuperare scarti industriali di moquette. Questo sistema permette ai produttori di pavimentazioni tessili di separare meccanicamente materiali complessi nei singoli flussi di materie prime, rendendo possibile reintrodurre gli scarti nel ciclo produttivo invece di smaltirli.
Queste azioni spesso riducono l’impatto ambientale e allo stesso tempo abbassano i costi operativi. Ancora più importante, contribuiscono a integrare il pensiero circolare nelle decisioni quotidiane.
Coinvolgere e responsabilizzare i dipendenti
I miglioramenti operativi da soli non bastano a generare progressi duraturi in ambito ESG. La cultura aziendale è altrettanto importante. Molte delle iniziative più efficaci nascono proprio dai dipendenti che individuano opportunità nel proprio lavoro quotidiano.
Il punto di partenza è la chiarezza. Le persone devono comprendere i valori ESG dell’organizzazione e come questi orientino le decisioni aziendali.
In Aquafil abbiamo definito l’ECO PLEDGE, un insieme di cinque principi guida che ispirano e orientano il nostro lavoro in tutta l’organizzazione. Questo impegno aiuta ad allineare le persone e garantisce che tutti comprendano come le proprie azioni contribuiscano al rafforzamento delle nostre strategie ESG a livello globale.
Una volta definiti gli impegni ESG, il passo successivo è rendere semplice per i dipendenti contribuire attivamente.
Le aziende possono iniziare, ad esempio:
- offrendo sessioni di formazione che colleghino le priorità ESG ai ruoli delle persone
- creando opportunità di volontariato coerenti con i valori aziendali
- raccogliendo il contributo dei dipendenti attraverso survey o momenti di ascolto sulle priorità ESG
Quando le persone comprendono come il loro lavoro contribuisca a obiettivi più ampi, il coinvolgimento cresce. Il senso di scopo diventa concreto e le pratiche responsabili hanno maggiori probabilità di consolidarsi nel tempo.
Guardare Avanti
I progressi in ambito ESG raramente iniziano con ristrutturazioni radicali. Più spesso nascono da passi pratici che migliorano la visibilità, rafforzano il processo decisionale e costruiscono fiducia all’interno dell’organizzazione.
Lo abbiamo sperimentato direttamente. Il nostro percorso non è iniziato con un singolo cambiamento di grande portata, ma con una serie di scelte deliberate che, nel tempo, hanno trasformato il modo in cui operiamo e innoviamo.
La responsabilità non si misura dalla velocità con cui avviene il cambiamento, ma dalla capacità di procedere con costanza nella giusta direzione. Le organizzazioni che iniziano oggi sono quelle meglio preparate per il futuro.
Autrice: Maria Giovanna Sandrini, Direttrice Comunicazione del Gruppo Aquafil