29 Giu 2019

Imprese italiane che innovano sul sentiero dell’economia circolare

29 giugno 2019

GLI STATI GENERALI – di Valentina Saini

La transizione verso un’economia autenticamente circolare richiederà grandi sforzi da parte di imprese e centri di innovazione, ma anche un poderoso intervento del legislatore, e un profondo cambiamento di mentalità a livello individuale.  Questa una delle conclusioni raggiunte dai sette speaker che hanno preso parte al tavolo “Circular Thinking: produrre e innovare per un’economia sostenibile”, tenutosi durante il Brains Day organizzato da Gli Stati Generali il 21 giugno negli spazi della Fondazione Feltrinelli.

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Bonazzi ha raccontato la storia (ormai studiata a livello internazionale) di Aquafil, produttrice di fibre sintetiche con sede ad Arco, ameno borgo trentino sul lago di Garda, ma attiva in tutto il mondo, e leader nel riciclo, attraverso un processo hi-tech sviluppato in house. «La materia prima con cui lavoriamo deriva dal petrolio, e nell’immaginario collettivo non ha nulla a che vedere con la sostenibilità – ha osservato l’imprenditore, che ha aggiunto –. La poliammide 6 tuttavia è una molecola con una proprietà straordinaria: può essere riciclata all’infinito. E noi siamo in grado di eseguire un riciclo chimico attraverso la purificazione dello scarto di nylon, facendolo tornare al monomero, che diventa la base per produrre nuovo materiale perfetto, identico a quello derivato dal petrolio».

Si dia ad Aquafil un chilo di scarto di poliammide 6 (nota ai profani con il nome di nylon 6), e il gruppo restituirà un chilo di poliammide 6 vergine rigenerabile un numero infinito di volte. Si tratta dell’Econyl, filo con cui realizzare calze da donna, giacche a vento, costumi da bagno, tappeti. A tutto vantaggio dell’ambiente, ma anche della competitività del gruppo trentino, quotato in borsa, con diciassette stabilimenti in otto paesi, e un fatturato superiore al mezzo miliardo di euro. «Non è stato facile arrivare sin qui – ha ricordato Bonazzi –. Abbiamo dovuto superare problemi tecnici complessi. E non è mancata la diffidenza del sistema finanziario e delle banche».

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